alam L'alambicco
N°4 - Anno II - Aprile 2012


Distillato di notizie su chimica e società
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Illusioni alimentari  

Il fotografo Carl Warner produce opere come quella qui accanto, in cui vediamo un bellissimo panorama, costituito in realtà da salmone, patate, pane e un baccello di piselli.Illusioni alimentari molto meno belle sono suscitate nei consumatori di prodotti alimentari. L’ Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha condannato le indicazioni salutistiche dell’80% di 442 prodotti esaminati. Il giudizio così negativo dell'EFSA si basa su una normativa europea che impone un controllo scientifico sulle indicazioni salutistiche (definite «funzionali generiche») con cui molti prodotti alimentari sono presentati al grande pubblico. La normativa si riferisce a indicazioni che riguardano le funzioni fisiologiche, psicologiche e comportamentali di una sostanza, il dimagrimento, il controllo del peso, la riduzione del senso di fame, l'aumento del senso di sazietà, la riduzione dell'energia ottenibile dalla dieta.

A tutti noi vengono in mente molti prodotti celebrati in televisione che fanno promesse di questo tipo, spinte al limite di essere palesemente inverosimili, almeno per un chimico, per non parlare di un nutrizionista. Ovviamente i consumatori dovrebbero essere più avvertiti. Ma anche questa è una pretesa da illusi, se si pensa che un giudice americano ha condannato la Ferrero "per aver impropriamente suggerito che la Nutella è più salutare (healthier) di quanto lo sia effettivamente".

Sul sito del Fatto alimentare la notizia è data in questi termini: "La sentenza è l’ultimo atto di una battaglia iniziata nel febbraio del 2011 da Athena Hohenberg, una mamma di San Diego che al tempo dichiarò di aver deciso di dare da mangiare alla figlia di 4 anni la crema al cioccolato dopo aver visto in tv la pubblicità incriminata. La donna ha rilevato che nello spot la Nutella era presentata come un prodotto nutriente adatto a una colazione equilibrata e sana per i bambini. Quando la mamma ha scoperto che due cucchiai di Nutella contenevano circa 200 calorie, di cui la metà era composta da grassi, si è arrabbiata e ha avviato la contestazione".

Detta in questi termini la notizia è buffa perché sulle etichette della Nutella venduta negli Stati Uniti è scritto in evidenza esattamente questo: "Quantità per porzione. Calorie 200. Calorie da grassi 100". In fin dei conti il giudice americano ha sentenziato che leggere una etichetta è una ‘scoperta’!

L.C.

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