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Da Quetzaltenango a Niamey
“Il mondo universitario ha una missione ben definita che si fonda su tre pilastri fondamentali: la formazione, la ricerca e il trasferimento di conoscenze e/o di tecnologie con l’obiettivo di preparare una figura di laureato in grado di coprire un ruolo da attore e protagonista delle trasformazioni della società, tanto nel Sud quanto nel Nord del Mondo.” Lo leggiamo con piacere e di questi tempi con rinnovato stupore sul sito dell’Università di Pavia, nella pagina dedicata al Coordinamento Universitario per la Cooperazione allo Sviluppo, di cui anche la nostra Università fa parte. Il nostro Ateneo si è recentemente impegnato nella promozione della cooperazione scientifica e didattica con i Paesi in via di sviluppo, in particolare nei Paesi latinoamericani e nel continente africano, ed ha attivato, con il cofinanziamento della Fondazione CRT, un percorso di mobilità verso questi paesi di giovani laureandi o neolaureati della nostra università allo scopo di realizzare azioni volte alla sostenibilità e alla lotta contro le disuguaglianze. La nostra esperienza in questo ambito, pur se limitata, ci ha coinvolte come persone prima ancora che come docenti universitari ed ha come scenario due paesi molto lontani, tra loro e da noi: il Guatemala in Centro America ed il Niger, in Africa.
Una tesi di laurea
svolta a Torino ha consentito di preparare i primi campioni di composito
ottenendo una buona adesione tra la fibra vegetale e la matrice, utilizzando come
compatibilizzante la calce o i residui di combustione della stessa fibra, un
processo attuabile economicamente nella realtà nigerina attuale. I compositi
sono poi stati inviati a Niamey per prove di resistenza nel clima locale. I
risultati sono stati discussi congiuntamente e presentati a convegni internazionali,
un piccolo contributo alla visibilità in ambito scientifico del gruppo di
ricerca nigerino che, per scarsità di mezzi, soffre di un certo isolamento dai contesti
scientifici internazionali, avvertito con disagio dai docenti. Grazie al
sostegno finanziario della regione Piemonte sono state realizzate due missioni
a Niamey nel gennaio 2010 e nel febbraio 2011. Alcune tipologie di sacchetti raccolti
in loco sono stati analizzati a Torino e successivamente ci si è attivati per
dotare l’Università nigerina di uno spettrofotometro IR, installato durante la
seconda missione e utile a tale scopo. Seminari e cicli teorici e pratici di lezioni
hanno poi contribuito alla reciproca conoscenza e messa a confronto di
mentalità diverse e di differenti concetti di efficienza e di ruoli. La Rete
Comuni Solidali, tra mille difficoltà via via risolte, ha realizzato l’impianto
su un terreno messo a disposizione dalla comunità di Niamey dotandolo di presse
e di un mescolatore appositamente progettato per minimizzare il consumo di
energia. La scarsità di energia elettrica, la difficoltà a reperire piccoli
pezzi di ricambio ed utensili e la precarietà della situazione socio-politica del
Paese hanno dilatato i tempi di realizzazione del progetto. L’impianto è ora
funzionante e a breve sarà possibile cominciare a produrre le prime mattonelle
e ad utilizzare tale struttura per la messa a punto della preparazione dei
compositi. I rapporti personali e scientifici stabiliti ci incoraggiano a proseguire
questa collaborazione, malgrado una situazione politica molto critica. Alessandra Bianco Prevot, Maria Paola Luda
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