alam L'alambicco
N°3 - Anno II - Marzo 2012


Distillato di notizie su chimica e società
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Il galinstano
Un ‘metallo liquido’ che bolle (forse) a 2300 °C  

Il galinstano (o galinstan) è una miscela costituita da gallio, indio e stagno. Il nome è un marchio registrato dell'azienda tedesca Geratherm Medical AG. Il nome deriva dalle prime lettere dei nomi latini dei tre metalli componenti il galinstano (gallium, indium e stannum), presenti rispettivamente nelle percentuali del 68,5%, 21,5% e 10%.

A temperatura ambiente si presenta come un liquido di colore argenteo che tende a solidificare alla temperatura di -19 °C. A causa della bassa tossicità dei suoi componenti, trova numerosi usi ed applicazioni quale liquido funzionale rispetto agli scambi di calore. In particolare trova utilizzi come materiale termico all'interno dei termometri, per i quali dal 3 luglio 2009 non può più essere utilizzato mercurio. L'impiego del galinstano nei termometri richiede particolari accorgimenti perché la miscela liquida, contrariamente al mercurio, bagna le pareti di vetro e vi aderisce impedendo una lettura corretta della temperatura. Per prevenire questo fenomeno le pareti interne del temometro sono ricoperte di uno strato sottilissimo di ossido di gallio.

Anche l'impiego del galinstano come liquido di raffreddamento trova un limite nel fatto che il gallio corrode i metalli, e l'indio ha una sezione d'urto molto elevata, per cui questa miscela non è adatta per il raffreddamento dei reattori nucleari. Informatici che accudiscono i loro calcolatori come se fossero delle ferrari impiegano circuiti di raffreddamento a base di galinstano. La temperatura di ebollizione del galinstano è piuttosto misteriosa, per le difficoltà sperimentali di misure ad altissime temperature eseguite su un liquido corrosivo di molti metalli. Le ultime misure collocano la temperatura di ebollizione del galinstano intorno ai 2300 °C.

L.C.

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