alam       L'alambicco n°7 - Novembre 2011       alam
Distillato di notizie su chimica e società 

Il sassolino

Biocarburanti: Non tutto il 'bio' fa bene al pianeta

I biocarburanti oggi in produzione sono il biodiesel e il bioetanolo. Il bioetanolo deriva dalla fermentazione di biomassa ricca di zuccheri o amidi, ad esempio canna da zucchero o mais. I biodiesel derivano invece da processi di esterificazione di olii vegetali, ad esempio olio di colza. Ottimo? Ecologicamente sostenibile? Purtroppo no, ancora una volta dobbiamo riflettere sull’evidenza che non tutto ciò che è chiamato ‘bio’ fa bene al pianeta. Documenti di Greenpeace, Action Aid e svariate altre associazioni tentano di comunicare diversi problemi dovuti alle ‘colture energetiche’. In primo luogo i danni per la salute umana in aree solitamente già a rischio, a causa della riduzione delle aree coltivate ad uso dell’alimentazione e all’aumento dei prezzi dovuto all’esportazione delle granaglie per usi energetici.

È inoltre facile prevedere che la ‘fame’ di aree coltivabili porterà ad un aumento del disboscamento con la distruzione di depositi naturali di CO2, quali sono le foreste, CO2 che verrà dunque rilasciata in atmosfera peggiorando anziché riducendo l’effetto serra. I biocarburanti di ‘seconda generazione’ dovrebbero superare questi problemi grazie all’uso di scarti vegetali, ad esempio per saccarificazione delle parti legnose delle piante o all’uso di terreni agricoli inutilizzati per motivi politici o socioeconomici, ma il percorrere questa strada più onerosa e complessa richiederebbe un coordinamento, una cura e una volontà politica che non si intravedono all’orizzonte.

Per ulteriori informazioni si veda ad esempio:
E. Giovarruscio, R. Bortolo, S. Reale, F. De Angelis “Biomasse lignocellulosiche per biocarburanti di seconda generazione: una panoramica”, Chimica e Industria, 2011, 4, pp. 104-110

francesca Turco


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