alam       L'alambicco n°7 - Novembre 2011       alam
Distillato di notizie su chimica e società 

Fitofarmaci e salute dei campi: Non esageriamo le dosi, per favore 

La relazione tra l’uomo e il suo territorio è stata caratterizzata dalla fatica per ottenere cibo lavorando la terra. L’attenzione verso ciò che poteva rendere fertile la terra è stata dunque sempre molto alta. L’uso dei fertilizzanti infatti ha sempre avuto come obiettivo quello di tenere alta la fertilità dei terreni, la loro capacità produttiva.

Per fertilizzanti si intendono sia i concimi, che apportano elementi nutritivi al terreno, sia i correttivi, che tendono a riequilibrare l’acidità del terreno verso valori neutri in caso di necessità, e infine gli ammendanti che mirano a migliorare il terreno modificandone la struttura e la proprietà. Per secoli sono stati usati fertilizzanti di origine naturale, poi sono stati introdotti concimi chimici a partire dall’uso del superfosfato di calcio (prodotto fin dal 1842 dall'inglese John Bennet Lawes).La chimica è stata determinante poiché ha permesso di comprendere e correggere le carenze di elementi necessari all’agricoltura. Infatti l’uso di magnesio incrementa il processo di formazione della clorofilla, l’azoto incentiva la crescita delle piante, il potassio serve alla fioritura, il fosforo è essenziale per la zona radicale e infine il calcio aiuta gli apparati di sostegno delle piante.

Diverso è il caso dei pesticidi, che furono sintetizzati in laboratorio soltanto nei primi anni del Novecento per la lotta contro le malattie delle piante, i parassiti e le erbe infestanti. Qualcuno ha chiamato questa nuova attività agricoltura industriale, termine forse non particolarmente felice. Certo alla base di questo fenomeno c'è stata la trasformazione del prodotto agricolo in prodotto industriale. che cosa è un pesticida o fitofarmaco? In modo generale può essere indicato con tale nome una sostanza chimica che viene utilizzata per distruggere i parassiti. Esistono diverse classi di pesticidi, che prendono il nome dall'organismo vivente che intende debellare; esistono infatti anticrittogamici per combattere funghi, batteri e virus; insetticidi per combattere gli insetti; diserbanti per combattere piante spontanee e infine acaricidi per combattere gli acari. L’Associazione Altraofficina sostiene che l’uso eccessivo dei pesticidi è:

“una delle principali cause di inquinamento di terra e acqua oltre che degli alimenti. In Europa il 60% dei campi presenta una concentrazione di fertilizzanti e pesticidi che costituisce un rischio per la qualità dell'acqua nelle vicinanze. L'Italia è il paese in cui l'uso di pesticidi è più massiccio: 175.000 tonnellate, cioè circa 3 kg a testa. Il giro d'affari relativo ai fitofarmaci ammonta a oltre 15 miliardi di €uro. Secondo alcuni studi solo una piccola parte di queste sostanze (circa lo 0,1%) raggiunge il bersaglio, il resto produce effetti dannosi sia per l'ambiente che per le persone: – intossicazione dei lavoratori del settore (numerosi sono i morti, soprattutto nel Sud del Mondo); – morte di uccelli e insetti, predatori dei parassiti; – inquinamento di fiumi, laghi e mari; – comparsa di residui tossici nei prodotti alimentari con possibili conseguenze sulla salute dei consumatori”.

 Per inquadrare il problema dell’uso dei pesticidi riportiamo alcuni numeri e dati che possono rendere ragione della diffusione e dell’uso non sempre accorto delle sostanze usate come pesticidi (fonte Legambiente):

  • 153.400 - le tonnellate di prodotti fitosanitari distribuiti per uso agricolo nel 2007 in Italia. 
  • 3% - l’aumento, rispetto al 2006, della quantità di prodotti fitosanitari per uso agricolo nel 2007. 
  • 0,6 % - il calo dei principi attivi immessi al consumo nel 2007 rispetto al 2006
  • 81.000 - le tonnellate di principi attivi contenuti nei preparati immessi al consumo nel 2007.
  • 1,2% - i campioni di ortofrutta e derivati in vendita in Italia risultati irregolari per superamento dei limiti massimi di concentrazioni di pesticidi.
  • 2,3% - i campioni di frutta irregolari per la presenza di pesticidi sopra i limiti di legge.
  • 0,8% - i campioni di verdura irregolari per la presenza di pesticidi sopra i limiti di legge.
  • 71,3% - i campioni regolari e senza alcun residuo rilevabile.
  • 27,5% - campioni regolari ma con la presenza di uno o più residui.

È indubbio che il ‘primato’ italiano dell’uso dei fitosanitari sia il risultato di un loro impiego esagerato rispetto ai risultati sul campo (ed antiecomico per i coltivatori). Una panoramica di questo genere merita di essere chiusa però con una considerazione di carattere più generale, per non perdere di vista il nesso fondamentale che lega la produzione agricola ai bisogni dell'uomo e al suo stile di vita. La produzione è certamente necessaria e basilare; tuttavia è chiaro che, per essere specchio della collettività umana che la origina e ne fruisce, in essa si deve ritrovare il valore stesso che umanizza il lavoro e che rende vero alimento il prodotto che giunge sulle nostre tavole.

Nei processi legati all'agricoltura la sostenibilità, sia materiale che esistenziale, gioca quel ruolo unico e insostituibile; essa è anche la chiave per rendere il prodotto dell'uomo non solo merce da consumare ma risultato della sua attività, legando inestricabilmente la condizione di chi abita questa terra all'ambiente e alla responsabilità di ogni umano che si sente cittadino.  

G.I.

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