L'alambicco
n°7 - Novembre 2011
![]() Distillato di notizie su chimica e società |
|
Fitofarmaci e salute dei campi: Non esageriamo le dosi, per favore
La relazione tra l’uomo e il suo territorio è stata
caratterizzata dalla fatica per ottenere cibo lavorando la terra. L’attenzione
verso ciò che poteva rendere fertile la terra è stata dunque sempre molto alta.
L’uso dei fertilizzanti infatti ha sempre avuto come obiettivo quello di tenere
alta la fertilità dei terreni, la loro capacità produttiva.
“una delle principali cause di inquinamento di terra e acqua oltre che degli alimenti. In Europa il 60% dei campi presenta una concentrazione di fertilizzanti e pesticidi che costituisce un rischio per la qualità dell'acqua nelle vicinanze. L'Italia è il paese in cui l'uso di pesticidi è più massiccio: 175.000 tonnellate, cioè circa 3 kg a testa. Il giro d'affari relativo ai fitofarmaci ammonta a oltre 15 miliardi di €uro. Secondo alcuni studi solo una piccola parte di queste sostanze (circa lo 0,1%) raggiunge il bersaglio, il resto produce effetti dannosi sia per l'ambiente che per le persone: – intossicazione dei lavoratori del settore (numerosi sono i morti, soprattutto nel Sud del Mondo); – morte di uccelli e insetti, predatori dei parassiti; – inquinamento di fiumi, laghi e mari; – comparsa di residui tossici nei prodotti alimentari con possibili conseguenze sulla salute dei consumatori”. Per
inquadrare il problema dell’uso dei pesticidi riportiamo alcuni numeri e dati
che possono rendere ragione della diffusione e dell’uso non sempre accorto
delle sostanze usate come pesticidi (fonte Legambiente):
È indubbio che il ‘primato’
italiano dell’uso dei fitosanitari sia il risultato di un loro impiego esagerato
rispetto ai risultati sul campo (ed antiecomico per i coltivatori). Una
panoramica di questo genere merita di essere chiusa però con una considerazione
di carattere più generale, per non perdere di vista il nesso fondamentale che
lega la produzione agricola ai bisogni dell'uomo e al suo stile di vita. La
produzione è certamente necessaria e basilare; tuttavia è chiaro che, per
essere specchio della collettività umana che la origina e ne fruisce, in essa
si deve ritrovare il valore stesso che umanizza il lavoro e che rende vero
alimento il prodotto che giunge sulle nostre tavole. Nei processi legati
all'agricoltura la sostenibilità, sia materiale che esistenziale, gioca quel
ruolo unico e insostituibile; essa è anche la chiave per rendere il prodotto
dell'uomo non solo merce da consumare ma risultato della sua attività, legando
inestricabilmente la condizione di chi abita questa terra all'ambiente e alla
responsabilità di ogni umano che si sente cittadino. G.I.
|
|
Gli articoli de L'Alambicco sono concessi sotto Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Italia, la riproduzione e distribuzione è consentita previa citazione dell'autore e della collocazione originaria Home page Torna all'Indice di questo numero |